Autore: wp_4891004

  • CORSI SUL FUNZIONAMENTO DELL’ECOSCANDAGLIO E GPS

    CORSI SUL FUNZIONAMENTO DELL’ECOSCANDAGLIO E GPS

     

    Ecosondaglio e GPS: smettila di navigare alla cieca!

    Hai una barca e il tuo fishfinder ti sembra un alieno? Il GPS segna posizioni a caso? O peggio, non capisci se stai leggendo alghe o un banco di pesci?

    Io vengo e ti spiego tutto, passo per passo: come settare l’ecosondaglio per vedere davvero il fondale.

    Corsi brevi, sul molo o a bordo, solo pratica: niente manuali di 300 pagine, solo trucchi che funzionano subito.

    Così peschi di più, navighi sicuro e smetti di bestemmiare ogni volta che il suono fa “bip”.

    Scrivimi o chiamami, ti faccio vedere come si fa. 🐟🚤

  • LAST MINUTE – CROCIERA ALLE MALDIVE

    LAST MINUTE – CROCIERA ALLE MALDIVE

    Ciao, sì sono liberati 2posti (1 camera doppia) per la Crociera Pesca, Scuba, Snorkeling & Relax, alle Maldive dal 21 al 29 marzo. 🌴🌴🌴🇲🇻.

    Se vuoi informazioni chiamami pure senza impegno. https://youtu.be/wVywcH5r8f4?si=FJWXlz4WGmNPs2aHCiao, sì sono liberati 2posti (1 camera doppia) per la crociera alle Maldive dal 21 al 29 marzo 2026 🌴🌴🌴🇲🇻
    Se vuoi informazioni chiamami pure senza impegno.

    https://youtu.be/wVywcH5r8f4?si=FJWXlz4WGmNPs2aH

  • SERVIZIO DI SPARGIMENTO CENERI IN MARE IN LIGURIA

    SERVIZIO DI SPARGIMENTO CENERI IN MARE IN LIGURIA

    SERVIZIO DI SPARGIMENTO CENERI IN MARE IN LIGURIA

    LA DISPERSIONE DELLE CENERI IN MARE

    in Liguria, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Camogli, Recco, Genova.

    Si offre il servizio di accompagnamento in mare per la dispersione delle ceneri.

    Regolamentato dalla Legge Regionale n. 24 del 04/07/2007, in Liguria è possibile disperdere le ceneri in mare.

    Le nostre imbarcazioni, a seconda delle esigenze, sono a disposizione della clientela, per l’accompagnamento dei parenti, che nel rispetto della normativa vigente, vogliano adempiere alle volontà del Defunto di essere disperso in mare.

    L’imbarco dei clienti, a seconda della richiesta, ha luogo normalmente dai Porti di: Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Camogli, Recco, Genova.

    Le ceneri saranno racchiuse in un’apposita urna biodegradabile che, una volta immersa in acqua, si aprirà disperdendo il suo contenuto.

    Per le richieste in merito, si prega di chiamare il numero +39 393 006 4235

  • Strumentazione nautica

    L’ ECOSCANDAGLIO di Massimo Massari

    L’ecoscandaglio è uno strumento in grado di riportarci l’andamento del fondale nella zona sottostante l’imbarcazione dove è installato e di individuare eventuali oggetti localizzati tra la barca ed il fondale. Viene utilizzato principalmente per cercare il pesce e le zone più interessanti per la pesca quali : cadute, scogli, relitti, avvallamenti ect.

    In realtà l’ecoscandaglio non è esplicitamente in grado di rivelare la natura di ciò che rileva, ma una corretta interpretazione dei segnali emessi -unitamente ad una buona “pratica” –  permettono a questa finestra sugli abissi di tornarci utile per non dire indispensabile al fine di ottimizzare le nostre battute di pesca.

    La spessa fascia scura nella parte bassa dello schermo è il fondale, nel modello in bianco e nero (Fig.1), la sua composizione e  consistenza è indicata dalla diversa tonalità di grigio. Il materiale più compatto come la roccia, sarà interpretato con un nero più intenso, mentre quello più morbido come ad esempio sabbia, melma o fango, sarà caratterizzato da toni più tenui. Dall’andamento riportato nella schermata soprastante, se ne deduce che ci troviamo in presenza di un marcato salto di batimetrica, situazione ideale per poter trovare pesce in caccia o che vi staziona, infatti nei pressi del fondo ed a mezz’acqua sono presenti interessanti segnali (archi) che ne confermano la presenza.

    Figura 1
    Figura 2
    Figura 3

    Man mano che si sale di fascia di prezzo, troviamo strumenti a colori di più semplice interpretazione. Ne esistono anche con tecnologia 3D (fig.3) che rientrano nella fascia di prezzo più alta ma che restituiscono un’immagine estremamente precisa di tutta la morfologia del fondo particolarmente per profondità comprese nei 35 metri.

    Il principio è quello di ottenere graficamente quello che succede sotto lo scafo della nostra imbarcazione: cosa compare sul fondo e nello strato intermedio d’acqua. Oggi, a differenza di una quindicina di anni fa, si può acquistare un ecoscandaglio valido ad un prezzo accettabile.

    Man mano che si sale di fascia di prezzo, troviamo strumenti a colori di più semplice interpretazione. Ne esistono anche con tecnologia 3D (fig.3) che rientrano nella fascia di prezzo più alta ma che restituiscono un’immagine estremamente precisa di tutta la morfologia del fondo particolarmente per profondità comprese nei 35 metri.

    Il principio è quello di ottenere graficamente quello che succede sotto lo scafo della nostra imbarcazione: cosa compare sul fondo e nello strato intermedio d’acqua. Oggi, a differenza di una quindicina di anni fa, si può acquistare un ecoscandaglio valido ad un prezzo accettabile.

    PARTI FONDAMENTALI: LO STRUMENTO ELETTRONICO E IL TRASDUTTORE

    Il box strumento su cui è assemblato il monitor, contiene anche tutti i circuiti necessari al funzionamento (trasmettitore, ricevitore/amplificatore), è dotato di un cavo di alimentazione a 12V e di una presa a cui andrà connesso il cavo del trasduttore. Quest’ultimo ha il compito di direzionare, trasmettere e ricevere i segnali.

    Il box viene posizionato in genere nella plancia , mentre il trasduttore viene fissato sullo scafo,  in un’area sufficientemente lontana da vibrazioni e pericolose onde sonore che ne influenzano le funzionalità, quindi collegato al box tramite il cavo apposito.

    Nel momento in cui si attiva elettricamente lo strumento, il trasmettitore invia una data quantità di energia elettrica verso il trasduttore che, per effetto di elettrostrizione, la commuta in impulso sonoro direzionandolo verso il fondo marino. Appena l’impulso raggiunge un ostacolo o il fondo,  il segnale viene rimbalzato verso l’alto ritornando al trasduttore (effetto eco). – A questo punto si avrà il processo inverso: nuovamente per elettrostrizione l’ eco è riconvertito in energia elettrica, fatta eccezione che in questa fase “di ritorno” il ricevitore dello strumento dovrà inoltre amplificare il debole segnale restituito prima di riinviarlo al sistema di esposizione che appare sullo schermo.

    Visto che è proprio sullo schermo che avviene la lettura, risulta intuitivo dedurre che essa sarà tanto più dettagliata, nitida ed elevata, quanto più alta è la qualità ed il potere risolutivo dello strumento.

    Figura 4

    Correttamente dimensionato, lo schermo puo’ essere posizionato in un punto qualsiasi della plancia di guida, ma è bene, prima di fare le forature di fissaggio, verificarne la visibilità unitamente all’angolo di inclinazione,  in quanto alcuni modelli hanno poco contrasto se troppo illuminati.

    TIPOLOGIE DI TRASDUTTORE :

    Figura 5 – a scarpetta su staffa
    Figura 5-bis   Schema montaggio della scarpetta sullo specchio poppiero
    Figura 6 – passanti in bronzo
    Figura 7 – per montaggio interno

    Quelli a scarpetta su staffa (Fig.5), usualmente in plastica, hanno un costo minore ed utilizzano potenze medio basse. I Passanti in bronzo (Fig.6), devono essere montati praticando un foro nello scafo, essi hanno una maggiore precisione e generalmente potenze “più importanti” un costo piu’ elevato. In presenza di uno scafo in resina omogenea – esente da interposizioni varie di altro materiale “tipo sandwich” – si può optare per un montaggio del trasduttore dall’interno,(Fig.7) senza dover praticare alcun foro nello scafo, soluzione che consente di trasmettere e ricevevere ottimamente il segnale ma che implica una lieve perdita di potenza di circa il 5% che può essere però compensata dall’ elevata potenza dello strumento. Generalmente questa soluzione è adottata per le potenze prossime al Kw(necessaria se lo strumento sarà utilizzato su fondali superiori a 300-400 mt).

    La scelta, oltre che al budget disponibile, andrà fatta proprio in base alla profondità a cui intenderemo andare a pescare. Maggiore è la profondità, maggiore dovrà essere la potenza del segnale  emessa dal nostro  apparato.

    Ma per comprendere bene la questione, prima dobbiamo avere ben chiari alcuni concetti fodamentali:

    LA VELOCITA’ DEL SUONO NELL’ACQUA

    Propagandosi ottimamente nei fluidi sotto forma di onda sonora – 1480 m/s – [la sua frequenza e la velocità di propagazione ne determinano la lunghezza d’onda], il suono che è alla base del concetto del nostro strumento, viene prodotto mediante un impulso con processo di oscillazione e quindi emesso dal trasduttore. Quello che ci interessa è comprendere che questa onda sonora è caratterizzata da una frequenza ossia dal numero di oscillazioni in un secondo. Detta frequenza viene espressa in cicli o hertz. Hertz significa “uno al secondo”, in questo frangente a noi interessa particolarmente un suo multiplo ossia il kilohertz(kHz) ovvero: mille oscillazioni al secondo.

    I “Fishfinders” tanto per dare un tono anglosassone alla necessaria “solfa” che vi sto facendo… operano generalmente con frequenze nell’ordine dei

    -50 kHz [Un ultrasuono che ha  in acqua un’onda di tre centimetri] – per quelli a bassa frequenza

    -200 kHz [Un ultrasuono che ha lunghezza d’onda di soli 7,5 millimetri] per quelli ad alta

    fatta eccezione per quelli di ultima generazione con supporto di tecnologia 3D che possono superare  i 450kHz !

    Inoltre alcuni modelli, come il mio per esempio,  utilizzano il sistema Dual Frequency 50-200, consentendo di poter avere una restituzione grafica con bassa, con alta o con entrambe le frequenze. – “Ma a noi che cavolo… ce ne frega? “

    Mi spiego e sintetizzo:in funzione di una determinata pratica di pesca, è necessaria una certa lettura più o meno delimitata della porzione d’acqua interessata. Per fare un esempio, nella  traina la visibilità si deve estendere il più possibile e quindi è ragionevole optare per un trasduttore a bassa frequenza da 50 kHz con un cono ad angolazione di 45°.

    Per pescare a bolentino, inchiku, kabura e comunque con tecniche che richiedono l’individuazione di piccole porzioni di superficie: tipo scogli, guglie ect.  opteremo per una sonda o trasduttore ad alta frequenza da 200 kHz a “cono stretto”, con trasduttore ad alta frequenza da 8° a 20°.

    Tuttavia, quanto sopra esposto può essere alquanto opinabile. Infatti, anche per l’alta frequenza esiste un rovescio della medaglia: un minore potere penetrativo del fascio di ultrasuoni, tempi di emissione decisamente più lunghi rispetto alle basse frequenze e di conseguenza, in certi casi, una discreta perdita del potere risolutivo. Questi valori sensibilizzano la risoluzione, che è in sostanza l’elemento primario con capacità di separare i bersagli l’uno vicino all’altro.

    Quale frequenza scelgo? 50 o 200 kHz?

    Relativamente al motivo per cui noi pescatori lo utilizziamo, la risposta è che ci vorrebbero tutte e due e risolvete il problema, in quanto ognuna ha i suoi pro e contro.

    LA POTENZA DELL’ECOSCANDAGLIO

    E’ un fattore importantissimo nella scelta dell’ecoscandaglio dalla quale è strettamente vincolata. Essa è misurata in Watt e  bisogna inoltre sapere che può essere espressa come potenza di picco oppure come potenza al trasduttore – che è  quella che ci interessa!. Si può affermare che un ecoscandaglio medio  dovrà avere una potenza al trasduttore di circa 500 watt, per arrivare al kW (1000 W) di ottimi strumenti per ottimi risultati. Ma attenzione: il rapporto tra Potenza di picco e Potenza al trasduttore è di 8 : 1. Quindi se per potenza di picco vengono indicati 1,6Kw, l’effettiva potenza al trasduttore sarà di soli 200 watt !

    E’ lapalissiano specificare che la scelta dell’abbinamento dello strumento ecoscandaglio con il trasduttore, se non già accoppiati in Kit, và fatta tenendo in considerazione la compatibilità sia del fattore potenza che  di quello della frequenza.

    Il mio  ha 400 watt di potenza al trasduttore – che è a scarpetta e montato sul lato destro dello specchio poppiero a una distanza sufficiente da non essere disturbato dagli inevitabili fenomeni di turbolenza causati dall’elica – mi permette di essere operativo a fino a 230 metri reali di profondità.

  • Dentice al forno

    Dentice al forno

    • Difficoltà: Bassa
    • Cottura: 50 min
    • Preparazione: 10 min
    • Dosi per: 4 persone

    Ingredienti:

    • Pesce Dentice circa 2 kg
    • Patate 1 Kg
    • Aglio 4/5 spicchi
    • Rosmarino 3 rametti
    • Timo 1 rametto
    • Sale q.b.
    • Pinoli una manciata
    • Olio e.v.o.
    • Pomodorini 350g

    Il dentice al forno è uno tra i piatti Top che possano essere preparati. Vi descrivo come lo faccio io, con una ricetta semplice e leggera.

    1)   N.B. Cosa molto importante, invitate a cena solo persone che sappiano apprezzare le cose buone, ovvero non quelli che parlano di continuo mentre mangiano e  che masticano come schizzofrenici. Infatti, questi ultimi, alla fine( e cioè dopo 4”esatti!) se avessero ingurgitato del fegato di babirussa maculato, sarebbe stato esattamente uguale, non ne avrebbero colto neppure la differenza!


    Preparazione:


    Cospargete bene il tegame con olio di oliva, pelate le patate, risciacquatele, asciugatele, tagliatele a medaglioni e preparate il fondo del tegame.(Più grosso è il pesce, più spesse dovranno essere le fette in maniera da poter tenere al maggior tempo di cottura).

    Una volta che un consistente letto di patate sarà completato, salate abbondantemente, innaffiate con olio evo, cospargetevi le foglie di rosmarino, gli spicchi d’aglio tagliati grossolanamente  e i pomodorini tagliati a metà (qualcuno anche intero in quanto contribuisce a mantenere il livello di umidità).

    Dopo averlo pulito, squamato ed asciugato, prendete il pesce, mettetevi il trito di pinoli all’interno del ventre, insieme a 3 pomodorini, uno spicchio d’aglio tritato e ad il rametto di timo. Oleatelo per bene e sdraiatelo nel tegame sopra al letto di patate.

    Cuocete in forno già caldo a 200gradi per circa 50 minuti.

    Da ricordare: La regola fondamentale è: Carne cruda – Pesce cotto

    Se il pesce è più grosso i tempi di cottura aumentano (anche la temperatura di 20°), prima di togliere dal forno, assicuratevi che sia ben cotto, praticando un piccolo taglio con il coltello nella parte più spessa vicino alla lisca, onde poterlo controllare.

    Al termine della cottura, dopo aver fatto ammirare ai vostri commensali, per intero, il risultato del vostro sacrificio; pulitelo e servitelo, nei singoli piatti ben riscaldati precedentemente all’interno del forno, con le patate a contorno e con una spolverata di prezzemolo fresco tritato.

    Un filo di olio evo ed un pizzico di sale, saranno stati precedentemente sistemati in tavola, in maniera che ognuno possa completare l’opera che si trova davanti, a proprio piacimento.

    Il modo per apprezzare di più il pesce è questo! senza tanti paciughi e condimenti che ne alterano il sapore….

    Buon appetito

  • Tabelle delle misure minime dei pesci

    1. TABELLA DELLE MISURE MINIME DEI PESCI (FONTE:Calabriapescaonline)

    La sottostante tabella delle misure minime dei pesci riporta tre tipi di misure:
    – Misura minima di legge: è quella considerata minima per legge
    – Misura minima dichiarata dalla FIPSAS: è quella minima valida per le gare di pesca (con esclusione del surf casting)
    – Misura minima SURF CASTING: è quella minima valida per le gare di surf casting

    Le misure minime del SURF CASTING, per alcune specie, sono le più restrittive. Sarebbe opportuno che tutti i pescatori amatoriali si attenessero alle misure minime del Surf Casting anche al di fuori delle competizioni sportive, in quanto quelle della FIPSAS sono, in alcuni casi, troppo tolleranti, mentre quelle di legge, per la stragrande maggioranza dei casi, sono al di fuori di qualsiasi logica, vista la lunghezza che molte specie possono raggiungere in età adulta

    PESCI

    NOME COMUNEDENOMINAZIONE SCIENTIFICATAGLIA MINIMANORMATIVA
    Spigola o BranzinoDicentrarchus labrax25 cmReg.CE 1967/2006
    SparaglioneDiplodus annularis12 cmReg.CE 1967/2006
    Sarago pizzutoDiplodus puntazzo18 cmReg.CE 1967/2006
    Sarago maggioreDiplodus sargus23 cmReg.CE 1967/2006
    Sarago testa neraDiplodus vulgaris18 cmReg.CE 1967/2006
    Acciuga (*)Engraulis encrasicolus9 cmReg.CE 1967/2006
    CernieEpinephelus spp.45 cmReg.CE 1967/2006
    MormoraLithognathus mormyrus20 cmReg.CE 1967/2006
    Merluzzo o Nasello (***)Merluccius merluccius20 cmReg.CE 1967/2006
    TriglieMullus spp.11 cmReg.CE 1967/2006
    Pagello mafronePagellus acarne17 cmReg.CE 1967/2006
    OcchialonePagellus bogaraveo33 cmReg.CE 1967/2006
    Pagello fragolinoPagellus erythrinus15 cmReg.CE 1967/2006
    Pagro mediterraneoPagrus pagrus18 cmReg.CE 1967/2006
    Cernia di fondalePolyprion americanus45 cmReg.CE 1967/2006
    Sardina (**)Sardina pilchardus11 cmReg.CE 1967/2006
    SgombroScomber spp.18 cmReg.CE 1967/2006
    SogliolaSolea vulgaris20 cmReg.CE 1967/2006
    OrataSparus aurata20 cmReg.CE 1967/2006
    Suro o SugarelloTrachurus spp.15 cmReg.CE 1967/2006
    Pesce spada (x)Xiphias gladius140 cm25 Kg o 125 cm (1) (mandibola inferiore)D.P.R. 1639/68Reg. CE 520/2007 (1) Questa taglia si applica unicamente per l’oceano Atlantico.
    Tonno rosso (x)Thunnus thynnus30 Kg o 115 cm8 Kg o 75 cm (deroghe previste dall’ art. 80 octies punto 2.)Reg. CE 1559/2007 Reg. CE 643/2007 (art. 80 octies)
    Tonnetto o AlletteratoEuthynnus alletteratus30 cmD.P.R. 1639/68
    AlbacoraThunnus albacares3,2 KgReg. CE 520/2007
    Tonno obesoThunnus obesus3,2 KgReg. CE 520/2007
    Alalunga o Tonno bianco (x)Thunnus alalunga40 cmD.P.R. 1639/68
    AnguillaAnguilla anguilla25 cmD.P.R. 1639/68
    CefaloMugil spp.20 cmD.P.R. 1639/68 come modificato dal D.M. 5/6/87
    Gobis ophiocephalus12 cmD.P.R. 1639/68
    PalamitaSarda sarda25 cmD.P.R. 1639/68
    Passera pianuzzaPlatichthys flesus15 cmD.P.R. 1639/68
    Storione ladanoHuso huso100 cmD.P.R. 1639/68
    StorioneAcipenser sturioVIETATOD.M. 3/5/89 – D.M. 11/6/07
    Storione cobiceAcipenser naccariVIETATOD.M. 5/5/89 D.P.R. 357/97 D.M. 11/6/07

    CROSTACEI

    NOME COMUNEDENOMINAZIONE SCIENTIFICATAGLIA MINIMANORMATIVA
    Astice (O)Homarus gammarus30 cm. L.T. 10,5 cm. L.C.Reg.CE 1967/2006
    Aragoste (O)Palinuridae9 cm L.C.Reg.CE 1967/2006
    Gambero rosa mediterraneoParapenaeus longirostris2 cm L.C.Reg.CE 1967/2006
    ScampoNephrops norvegicus7 cm. L.T. 2 cm. L.C.Reg.CE 1967/2006

    MOLLUSCHI

    NOME COMUNEDENOMINAZIONE SCIENTIFICATAGLIA MINIMANORMATIVA
    CappasantaPecten jacobeus10 cmReg. CE 1967/2006
    VongoleVenerupis spp. e Venus spp.25 mmReg. CE 1967/2006
    Dattero di mare e Dattero bianco (xx)Lithophaga lithophaga e Pholas dactylusVIETATOReg. CE 1967/2006
    Cannello o CannolicchioEnsis spp. e Solen spp.8 cmD.M. 16/7/86
    LumachinoNassarius mutabilis20 mmD.M. 30/11/96
    MitiloMytilus spp.5 cmD.P.R. 1639/68
    OstricaOstrea spp.6 cmD.P.R. 1639/68
    TellinaDonax trunculus2 cmD.M. 16/7/86
    Riccio di mareParacentrotus lividus7 cm (compresi gli aculei)D.M. 12/1/95
    Polpo (-)Octopus vulgaris450 gr. (eviscerato) Proveniente da zona FAO 34Reg. CE 850/98 (750 gr.) Reg.CE n.27/2005 (450 gr.) Reg.CE n.51/2006 (450 gr.)Reg. CE 41/2007 (gr. 450)

    (*) ACCIUGA: Gli Stati membri possono convertire la taglia minima in 110 esemplari per Kg;

    (**) SARDINA: Gli Stati membri possono convertire la taglia minima in 55 esemplari per Kg.La taglia minima non si applica al novellame di Sardina (o bianchetto) sbarcato per consumo umano se catturato con sciabiche da natante o da spiaggia ed autorizzato dalla normativa nazionale.

    (***) MERLUZZO o NASELLO: Fino al 31.12.2008 è concesso un margine di tolleranza del 15% in peso di esemplari di nasello compresi fra 15 e 20 cm. Tale limite di tolleranza è rispettato tanto dal singolo peschereccio, in alto mare o nel luogo di sbarco, quanto nei mercati di prima vendita dopo lo sbarco. Detto limite è rispettato anche in ciascuna transazione commerciale successiva a livello nazionale e internazionale.

    (x) è vietato l’uso di reti da fondo per la cattura di queste specie –cfr. art. 8 punto 2 Reg. CE 1967/2006(xx) cfr. art. 8 lettera f) Reg. CE 1967/2006: il divieto dell’uso di martelli pneumatici o di altri attrezzi a percussione per la raccolta, in particolare, di molluschi bivalvi infissi nelle rocce..

    E’ vietata la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la vendita e l’esposizione o la messa in vendita del dattero di mare (Lithophaga lithophaga) e del dattero bianco (Pholas dactylus) cfr. art. 8 punto 3. Reg. CE 1967/2006.

    (O) cfr. art. 8 punto 2. Reg. CE 1967/2006: Sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la vendita e l’esposizione o la vendita delle femmine mature dell’aragosta (Palinuridaee spp.) e delle femmine mature dell’astice (Homarus gammarus). Le femmine mature dell’aragosta e le femmine mature dell’astice sono rigettate in mare immediatamente dopo la cattura accidentale o possono essere utilizzate per il ripopolamento diretto o il trapianto nell’ambito dei piani di gestione stabiliti a norma degli artt. 18 e 19 del Reg. CE 1967/2006.

    (-) Provenienti dalla zona copace (Atlantico centro-orientale).
    N.B. Per gli organismi marini sottotaglia compresi nell’Allegato III del Reg. CE 1967/2006 non si applica alcuna tolleranza.

    A quelle specie per cui non è prevista una taglia minima si applica la misura di 7 cm ad eccezione di quelle che raggiungono lo stadio adulto prima di questa lunghezza (Aphia minuta, latterini o Acquadelle: Atherina spp., Marsioni. Pomatoschistus spp.) – D.P.R. 1639/98, artt. 87 e 93.

    Per la tolleranza del 10% cfr. D.P.R. 1639/98, art. 91.

    Per le specie ittiche protette cfr. la normativa nazionale, D.M 3 maggio 1989 (cetacei, testuggini e storioni) e la normativa comunitaria Direttiva 92/43/CEE “direttiva habitat” sulla conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat, attuata con D.P.R. 357/1997.

    Per quanto attiene le specie pescate da unità da pesca CE fuori dal Mediterraneo, confrontare le taglie minime indicate nell’Allegato XII del Reg. CE 850/1998 e successive modifiche e integrazioni.

    2. LICENZA DI PESCA IN MARE

    Il decreto Mipaaf

     del 6 dicembre 2010 è finalizzato a promuovere la rilevazione della consistenza della pesca sportiva e ricreativa in mare.

    La comunicazione, anche attraverso l’ausilio delle associazioni di pesca sportiva e ricreativa e le associazioni di pesca professionale, prevede di fornire alcune informazioni molto semplici, le generalità, il tipo di pesca praticato, le Regioni in cui si pratica questa attività.

    L’attestato della avvenuta comunicazione funzionerà da titolo per l’esercizio della pesca.
    Chi non avrà fatto la comunicazione, se soggetto a controlli, dovrà svolgere gli adempimenti previsti entro dieci giorni per non incorrere in sanzioni.

    Il servizio consente, al pescatore di fornire i propri dati e di produrre l’attestato, alle associazioni di operare per conto di tutti i pescatori che ne fanno richiesta.

    Al seguente link del Ministero delle Politiche agricole è possibile effettuare la procedura di registrazione per l’utilizzo del servizio.

    CENSIMENTO MARE

    Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai pescatori ricreativi che effettuano l’attività di pesca da terra.

    5. Nel periodo intercorrente dal 15 giugno al 15 settembre di ciascun anno sono sospese le attività di controllo nei confronti dei pescatori ricreativi che praticano l’attività con imbarcazioni senza motore o di lunghezza inferiore a sei metri”

    3. ATTREZZATURA CONSENTITA

    Le attrezzature da pesca vengono stabilite attraverso:
    Legge n° 963 del 14 luglio 1965
    D.P.R. n° 639 del 2-10-1968

    Esercizio della pesca subacquea sportiva
    La pesca subacquea sportiva è consentita soltanto in apnea senza l’uso di apparecchi ausiliari di respirazione.

    Di questi ultimi è consentita l’utilizzazione solo per finalità diverse dalla pesca.
    Il pescatore sportivo subacqueo non può raccogliere coralli, molluschi e crostacei.

    Attrezzi individuali e non individuali consentiti per la pesca sportiva
    Gli attrezzi individuali e non individuali consentiti per la pesca sportiva sono:
    coppo o bilancia;
    giacchio o rezzaglio o sparviero;
    lenze fisse quali canne a non piú di tre ami, lenze morte, bolentini, correntine a non piú di sei ami,     
    lenze per cefalopodi, rastrelli da usarsi a piedi;
    lenze a traino di superficie e di fondo e filaccioni;
    nattelli per la pesca in superficie, fucile subacqueo, fiocina a mano, canna per cefalopodi;
    parangali fissi o derivanti; nasse.

    Limitazioni d’uso degli attrezzi
    L’uso degli attrezzi per la pesca sportiva è soggetto alle seguenti limitazioni:
    non possono essere utilizzate bilance di lato superiore a 6 metri;
    non può essere utilizzato giacchio o rezzaglio o sparviero di perimetro superiore a 16 metri;
    non possono essere usate piú di 5 canne per ogni pescatore sportivo;
    il numero degli ami dei parangali complessivamente calati da ciascuna imbarcazione non deve essere
    superiore a 200 qualunque sia il numero delle persone presenti a bordo;
    non possono essere calate da ciascuna imbarcazione piú di due nasse qualunque sia il numero delle
    persone presenti a bordo;
    è vietato l’uso di fonti luminose ad eccezione della torcia utilizzata nell’esercizio della pesca
    subacquea. Nell’esercizio della pesca con la fiocina è consentito l’uso di una lampada.

    Limitazioni di cattura
    Il pescatore sportivo non può catturare giornalmente pesci, molluschi e crostacei in quantità superiore a 5 Kg complessivi

    salvo il caso di pesce singolo di peso superiore. Non può essere catturato giornalmente piú di un esemplare di cernia a

    qualunque specie appartenga.
    Inoltre per quanto riguarda il riccio di mare, la sua pesca è consentita esclusivamente in apnea e solo da Gennaio ad

    Aprile e da Luglio a dicembre. Il pescatore sportivo non può raccogliere più di cinquanta esemplari al giorno.

  • News: in vigore nuovo codice della nautica

    E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto Legislativo 3 novembre 2017, n. 229, di riforma del Codice della Nautica che entrerà quindi in vigore tra 15 giorni, il 13 febbraio prossimo. L’approvazione del nuovo Codice della Nautica è stata frutto del lavoro congiunto del Ministero Infrastrutture e Trasporti, in particolare della Direzione del Trasporto marittimo, delle Capitanerie di porto, del Parlamento e delle Associazioni maggiormente rappresentative del settore accreditate al MIT – Assilea, Assomarinas, Assonat-Confcommercio, Confarca e UCINA Confindustria Nautica, che hanno costituito un coordinamento permanente. Il nuovo testo affronta tutte le materie e risolve le principali questioni aperte da anni e lo fa in una maniera precisa, introducendo norme che individuano i contenuti dei regolamenti attuativi, che richiederanno fin da subito molte ore di attività operativa.

    Link al sito della Gazzetta Ufficiale

    I punti chiave del nuovo Codice della Nautica:

    introduce l’archivio telematico e lo sportello telematico del diportista per tutte le operazioni inerenti i documenti e la proprietà • fissa limiti temporali stringenti per il rilascio dei documenti e il nulla osta per la cancellazione dai registri • consolida il Bollino Blu, rilasciato per evitare la duplicazione dei controlli e che può essere ottenuto anche su richiesta dalle unità commerciali e sulle acque interne • tutela i natanti confermando la non iscrizione fino a 10 m e ne consente l’uso commerciale con la patente nautica • esclude l’esame per l’uso del VHF sui natanti e per tutti coloro in possesso di un certificato rtl • chiarisce alcuni aspetti del leasing e consente anche all’utilizzatore di effettuare le operazioni inerenti l’unità • sostiene lo sviluppo della cantieristica e del refitting attraverso le semplificazioni dell’uso della targa prova, l’iscrizione provvisoria delle unità, la semplificazione dei registri per le unità iscritte al registro internazionale • riconosce piena dignità alle attività commerciali • introduce nuove figure professionali, tra cui il mediatore del diporto e l’istruttore di vela • disciplina le scuole nautiche e i centri di formazione • riconosce l’assistenza all’ormeggio nei porti turistici e l’assistenza e traino in mare • applica la normativa del diporto alle unità iscritte al Registro internazionale • prevede le motorizzazioni GPL • istituisce la Giornata del Mare – l’11 aprile – nelle scuole di ogni ordine e grado.

    Fonte: UCINA – Confindustria Nautica

  • Tabelle conversione pesci e misure

    “Pensando di fare cosa utile, eccovi una piccola tabella di conversione dei pesi e delle misure con le unità maggiormente utilizzate nel nostro ambiente”.

    PESO

    Oncia (oz)= 1 oz = 28,35 grammi(g)

    Unità di misura inglese utilizzata per indicare il peso degli artificiali

    Esempi arrotondati di peso degli artificiali:
    1/8   oz = 3.5 g
    ¼     oz =    7 g
    5/16 oz =    9 g
    1/3   oz =  10 g
    3/8   oz =  11 g
    9/16 oz =  16 g
    5/8   oz =  18 g
    ¾     oz =  21 g
    7/8   oz =  25 g
    1      oz =  28 g
    1 ½  oz =  43 g
    1 ¾  oz =  49 g
    2 ¼  oz =  63 g
    2 ½  oz =  70 g
    3      oz =  84 g
    3 ½  oz =100 g
    4      oz =112 g

    Libbra (lb)= 1 lb= 453,6 g  

    Unità di misura inglese utilizzata per indicare il peso.

    Resistenza dei monofili e dei multifibra
    Comunemente vengono espresse tenute in Libbre, ma sappiate che il diametro varia da marca a marca  secondo la qualità del relativo filo.
    Cercando di fare una media di massima ma puramente indicativa, possiamo dire :

      8 Libbre 0,25 mm.
    10 Libbre 0,28 mm.
    12 Libbre 0,30 mm.
    14 Libbre 0,35 mm.
    20 Libbre 0,40 mm.
    25 Libbre 0,45 mm.
    30 Libbre 0,50 mm.


    LUNGHEZZA

    Foot ( ‘ )= piede = 30.48 cm = 12 Inch(“) =12 pollici

    Inch (“) = pollice = 2,54 cm

    Unità di misura inglesi utilizzate per indicare la lunghezza.

    Con i Feet(piedi) si indica spesso la lunghezza delle canne, mentre con Inch si indica quella degli artificiali.
    Esempi arrotondati di lunghezza delle canne:


    6 ‘        = 180 cm
    6 ‘ 6 ”  = 200 cm
    7 ‘        = 210 cm
    7 ‘ 2 ”  = 215 cm
    7 ‘ 6 ”  = 225 cm
    8 ‘        = 244 cm
    8 ‘ 6 ”  = 260 cm
    9 ‘       =  274 cm
    10 ‘      = 305 cm


    Esempi arrotondati di lunghezza degli artificiali: ¾ ” = 20 mm
    1 ”       =   25 mm
    2 ”       =   50 mm
    2 ½ ”   =   65 mm
    2 3/4 ” =   70 mm
    3 1/8 ” =   80 mm
    3 ½ ”   =   90 mm
    4 1/8 ” = 105 mm
    4 ¾ ”   = 120 mm
    5 ”       = 125 mm
    5 5/8 ” = 140 mm
    7 ¼ ”   = 180 mm
    7 2/3 ” = 200 mm

  • “Anisakis” Lo sapete, vero?

    Parla la donna pescarese salvata dall’équipe di Gidaro dopo un pranzo con alici marinate

    «Stavo morendo per l’anisakis»

    di Fabio Casmirro

    PESCARA. «Vittima dell’anisakis e con venti centimetri di intestino in meno, secondo voi, come si può stare?» Sdrammatizza la paziente che, qualche mese fa, ha vissuto la disavventura di ritrovarsi una larva del pesce crudo nello stomaco. E’ una giovane donna pescarese. Della quale, naturalmente, manteniamo riservata l’identità per evidenti ragioni di privacy.
    Anche perché è lei la “proprietaria” del pezzo di intestino che rischia di diventare il più famoso del mondo. Un caso di studio. Il professor Giacomo Gidaro ha concesso il filmato in cui per la prima volta viene ripreso il passaggio di una larva di pesce crudo in un intestino umano. Ma lei ha avuto il coraggio di vedere l’anisakis che entra nel suo stomaco? «Sì, l’ho visto. Scioccante. E penso che lo sarebbe per chiunque: vedere in un video quali potrebbero essere le conseguenze di un pranzo a base di pesce crudo. Esperienza terribile». E’ per questo che vuole parlarne? «Sì, ritengo importante dare un contributo alla conoscenza. C’è tanta gente inconsapevole, come lo ero io fino a qualche tempo fa». Ce la racconti questa esperienza. «Semplice. Avevo mangiato alici marinate in un ristorante a Riccione: dopo 4-5 giorni ne ho subìto gli effetti. Devastanti». Cosa è accaduto? «Dolori lancinanti allo stomaco, pancia gonfia. Stavo talmente male che ho dovuto ricoverarmi d’urgenza». Salvata dai chirurghi? «Non c’è dubbio. Dopo l’ecografia hanno visto che avevo del liquido nell’intestino, mi stavo avvelenando. E qui, devo dire, nella sfortuna sono stata molto fortunata». Si spieghi meglio. «Prima dell’intervento mi hanno chiesto se avevo mangiato pesce, l’équipe di Gidaro, che aveva già avuto in passato casi simili, ha pensato che potessi essere intossicata da anisakis». Un vantaggio in termini chirurgici? «Sicuramente. Sono una donna giovane e non sarebbe stato bello ritrovarsi segnata da un enorme squarcio sulla pancia. E’ bastata una laparoscopia, che ha ridotto al minimo l’effetto invasivo del bisturi. Sono grata ai medici che mi hanno operata, Fiorello Tarone e Stefano Gidaro, se oggi ho solo una piccola cicatrice. Poi penso pure che avrei potuto evitare tanti guai, se soltanto fossi stata informata»

    SE LO CONOSCI LO EVITI

    di Massimo Massari

    Non voglio spaventare nessuno, ma solo farvi documentare bene sull’argomento perchè il problema è tanto grave quanto facile è evitarlo . Sopra vi ho presentato l’articolo, adesso guardate questo: